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Cartelle esattoriali annullate

[26/02/2022] PRIMO PIANO

Cartelle esattoriali annullate

A Pavia cancellato un debito di 80mila euro a carico di un imprenditore tra Iva, Irpef e Irap. Esulta l’associazione "Partite Iva Nazionali", presieduta dal salentino Antonio Sorrento

a cura di Alessandro Chizzini

 È una sentenza che crea un importante precedente quella emessa nelle scorse settimane dalla Commissione Tributaria Provinciale di Pavia e che potrebbe dare sollievo a numerosissimi imprenditori: si tratta della n.219 del 2021, con la quale i giudici hanno annullato diverse cartelle esattoriali Iva, Irap e Irpef notificate ad un ex imprenditore pavese. Nello specifico, la sentenza ha annullato un debito di circa 80mila euro a carico del contribuente, condannando, inoltre, l’Agenzia della Riscossione a sostenere le spese legali per 1500 euro. La notizia è stata diffusa dalla sezione Lombardia dell’associazione Partite Iva Nazionali (PIN) ed è stata ripresa dal suo presidente nazionale, l’imprenditore salentino Antonio Sorrento (nella foto). Dopo aver ringraziato la dottoressa Donatella Dragone e l’avvocato Matteo Sances, alcuni dei professionisti di cui si avvale l’associazione e che hanno difeso in giudizio l’imprenditore, Sorrento spiega le ragioni per le quali il provvedimento della commissione tributaria ricopre un’importanza particolare per contribuenti ed imprese, e lo fa con un filmato pubblicato sulla piattaforma YouTube: “La rilevanza di questa sentenza risiede nel fatto che non è stata appellata dal Fisco e quindi è ormai passata in giudicato e, soprattutto, si rivela fondamentale perché recepisce finalmente le recenti pronunce della Corte di Cassazione, la quale si era espressa positivamente nella possibilità di riconoscere la prescrizione in cinque anni anche dei tributi contestati all’imprenditore, dopo che già da anni questa era stata riconosciuta per i contributi Inps e Inail». Una notizia attesa dal tessuto economico-commerciale italiano, soprattutto piccole e medie imprese, che più di altri hanno sofferto gli effetti delle restrizioni applicate per contrastare le ondate pandemiche. Antonio Sorrento, però, sottolinea anche come la sentenza possa dare vita a una situazione paradossale che potrebbe riflettersi negativamente sui contribuenti: «Ad oggi solo chi farà causa al Fisco potrà ottenere l’annullamento dei propri debiti tributari, mentre chi non lo farà non potrà che pagare oppure accettare ipoteche e pignoramenti». Al tempo stesso, il presidente nazionale di PIN annuncia che l’associazione si sta già attivando per scongiurare queste ipotesi: «Stiamo valutando l’opportunità di rivolgerci al Governo per chiedere la cancellazione di tutti i debiti, sia tributari che contributivi, che sussistono anche da oltre cinque anni. Si tratterebbe di una soluzione che consentirebbe a tutti in contribuenti di ripartire e di farlo nelle stesse condizioni. Non solo, al vaglio c’è anche l’idea, condivisa con altre associazioni di imprese e consumatori, di organizzare una raccolta firme volta a sensibilizzare su questa tematica anche le istituzioni politiche».



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