Sei in: Home»Rubriche»Ci scrivono

Stato di famiglia

[11/03/2022] CI SCRIVONO

Stato di famiglia

Sonia ha dieci anni e vive a Ivankiv, tra Kiev e Chernobyl, dove le bombe hanno già distrutto un museo. Angoscia e paura arrivano a Maglie. Qui Antonio e Maria Antonietta, genitori affidatari di Sonia, hanno un solo obiettivo: farla tornare in Italia. Al più presto e al sicuro.

a cura di Alessandro Chizzini

Non ci siamo ancora lasciati alle spalle l'incubo Covid che nuove preoccupazioni e paure giungono da poche migliaia di chilometri. L'Europa sta facendo i conti con il conflitto tra Russia e Ucraina, i cui effetti politici, sociali ed economici non possono oggi che coinvolgerci direttamente. Paura e angoscia si riflettono nell'animo dei cittadini europei, soprattutto tra chi in quelle zone ha degli affetti. È il caso di una coppia salentina, il casaranese Antonio Pizzileo e la magliese Maria Antonietta De Donno. Gestori di un’attività commerciale di Maglie, città nella quale risiedono, da alcuni anni Antonio e Maria Antonietta hanno ottenuto l’affidamento di Sonia, una bambina di dieci anni residente a Ivankiv, piccola cittadina tra Kiev e Chernobyl. Un gesto di generosità insito nell’animo della coppia, che da anni ha adottato due orfani ucraini che oggi hanno 18 e 21 anni. Il caso di Sonia è diverso. La bambina, infatti, non è orfana. Vive con i genitori e i suoi sette fratelli (sei sorelle, tra cui due gemelle, e un fratello). L'affido di Sonia consiste nel farle trascorrere in Italia l'estate e il periodo natalizio, con l'obiettivo, concordato coi genitori, di farla trasferire nel nostro Paese appena compiuti 14 anni per continuare a studiare. A causa del blocco dei voli degli scorsi mesi, però, l'ultimo soggiorno italiano della bambina ucraina risale alla scorsa estate. Ma ora è prioritario farla tornare in Italia. Sonia e la sua famiglia si trovano in una delle aree attualmente più pericolose dell'Ucraina. A Ivankiv le bombe hanno già distrutto un museo di storia locale. Da quando sono partite le ostilità Sonia e i suoi familiari vivono nascosti in una cantina centellinando viveri, acqua ed energia, con l'angoscia di sapere che a poche centinaia di metri sono schierati dei soldati e con l'eco di spari ed esplosioni. La stessa angoscia e la stessa ansia con le quali ormai da due settimane a Maglie convivono Antonio e Maria Antonietta, legati a Sonia come se fosse una loro figlia e considerando i suoi genitori e i suoi fratelli membri della loro famiglia. Brevissimi i singoli contatti giornalieri tra la coppia salentina e la famiglia di Sonia, utili almeno a sincerarsi delle loro attuali condizioni. Buone, al momento. Con l'emergenza politica e umanitaria in atto, però, non si può più attendere. La coppia salentina sta tentando in tutti i modi di favorire il ritorno in Italia di Sonia e dei suoi familiari, con l'aiuto di una famiglia di Benevento pronta a prendersi cura degli altri componenti. Antonio e Maria Antonietta hanno intrapreso una corsa contro il tempo contattando ministero, ambasciata, associazioni e drivers. Al momento purtroppo senza ottenere risultati concreti. La coppia non esclude la possibilità di mettersi in macchina e partire verso la Polonia, nella speranza che nel frattempo si aprano sicuri corridoi umanitari.



«Indietro
Antonio Iovane L'intervista della settimana
Antonio Iovane

Web Agency Lecce sciroccomultimedia Posizionamento sui motori di ricerca webrising