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Marco Grasso

Marco Grasso

Diplomato in Direzione d'Orchestra e Composizione presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari, dal 2011 al 2015 è il direttore musicale dell'Orchestra di Fiati “AlBandoLaBanda”, progetto della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dal 2014 dirige l’Orchestra di Fiati “Rocco Quarta”, con cui ha intrapreso un percorso di evoluzione del repertorio basato sulla moderna letteratura per symphonic band: numerose le prime esecuzioni di proprie composizioni e trascrizioni, tra cui Jazz Suite di Shostakovich su commissione di Bande a Sud. Vincitore del Premio Internazionale di Composizione “Miguel de Cervantes” 2017, dal 2019 è direttore dell’Orchestra della Cupa. Ha diretto, inoltre, l'Orchestra ICO “Tito Schipa”, l’Orchestra del Conservatorio “N. Piccinni” di Bari, l'Orchestra Giovanile Pergolesi, le orchestre “Lupiae” di Lecce ed “Euphonia” di Galatone, l’Orchestra “In Cordis Jubilo”, l'Orchestra di Fiati e Percussioni Ionico-Salentina, le orchestre di fiati “Città di Racale”, “Giuseppe Piantoni”, “Città di Monteroni”, gli ensemble “Novum”, “Project”, “Polis Classica”. 



Il tratto principale del tuo carattere.

Deciso e propositivo.

Il tuo principale difetto.

A volte posso essere eccessivamente severo.

La qualità che preferisci in una donna?

L’intelligenza. 

E in un uomo?

Il coraggio di lottare per le proprie idee.

Cosa ci vuole per esserti amico?  

Saper sorridere, e trasmettere serenità. 

Cos’è la felicità?

La libertà di decidere per sé stessi.

L’ultima volta che hai pianto?

Lo scorso inverno. Avevo paura di non saper prendere le giuste decisioni.

Di cosa hai paura?

Del tempo che passa troppo velocemente e trasforma le nostre vite.

Canzone che canti sotto la doccia?  

Arie d’opera.

Musicisti o cantanti preferiti? 

Mozart, Verdi, Gershwin, Debussy.

Poeti preferiti? 

D’Annunzio, Merini, Prévert.

Autori preferiti in prosa?  

Moravia, Fitzgerald, Pirandello, Asimov. 

Libri preferiti. 

The Great Gatsby, Gli indifferenti.

Attori e attrici preferiti. 

Leonardo Di Caprio, Morgan Freeman, Monica Vitti.

Chi potrebbe interpretarti sul grande schermo?

Credo avrebbe potuto Robin Williams. Oggi forse Matt Bomer.

Film preferiti. 

C’era una volta in America, Le ali della libertà, Quarto Potere.

I tuoi pittori preferiti. 

Caravaggio, De Lempicka, Hopper, Monet. 

Il colore che preferisci.

Rosso.

Se fossi un animale, saresti? 

Un gatto bianco.

Cosa sognavi di fare da grande? 

Di fare il produttore di vino, e resta tuttora il mio sogno nel cassetto.

L’incontro che ti ha cambiato la vita? 

Quello con il mio insegnante di Composizione in Conservatorio, Gian-Luca Baldi.

La persona a cui chiederesti consiglio in un momento difficile? 

Alla mia famiglia, e ad Antonio e Katia. 

Quel che detesti più di tutto. 

L’arroganza e la saccenteria. 

Quanto tempo dedichi alla cura del tuo corpo? 

Molto, sia facendo sport che ponendo attenzione alla salute generale. 

Piatto preferito.

Il risotto alla pescatora che prepara mia madre. 

Il profumo preferito.

Il profumo di casa dopo una giornata trascorsa fuori. 

Il fiore che ami. 

Il girasole. 

La tua stagione preferita? 

L’autunno.

Il paese dove vorresti vivere? 

Su un’isola del Mediterraneo o in una piccola città nordica. 

In quale epoca ti sarebbe piaciuto vivere? 

Anni ’20 negli Stati Uniti. 

Personaggi storici che ammiri di più.

Alcide De Gasperi, Rita Levi Montalcini, Marie Curie, Arturo Toscanini. 

Personaggi storici detestati. 

Dittatori a parte, gli Inquisitori e chi uccide usando Dio come pretesto.

Cosa faresti per sostenere ciò in cui credi? 

Tutto ciò che è umanamente possibile fare. 

Chi è il tuo eroe vivente? 

Mio padre. 

Il tuo sogno ad occhi aperti? 

Una bella casa in campagna, con un albero piantato da ogni persona che amo, e i miei nipoti che ci scorrazzano. 

Il tuo rimpianto più grande? 

Forse un trasferimento a Milano progettato e mai concretizzato.

Cos’è l’amore? 

Qualcosa di infinitamente appagante sotto ogni aspetto. 

Stato attuale del tuo animo. 

Sereno, e divertito.

Il tuo motto.

“Più vivo, più voglio vivere…”. 

Come vorresti morire?

Lasciando un buon ricordo in tutti e nei miei figli l’orgoglio che provo ad esser figlio dei miei genitori. 

 

Claudia Mangione - foto di Anna Culazzo 


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